Valle Scuropasso
REGIONE: Lombardia
DENOMINAZIONE: Oltrepò Pavese Metodo Classico
MGA: Valle Scuropasso
SUPERFICIE: 4862 ettari (di cui 2066 a vigneto)
Se la Valle Versa, come abbiamo appena visto, rappresenta il cuore produttivo dell’Oltrepò Pavese, quando scende in campo la storia, e più precisamente quella del Metodo Classico a base di pinot nero, la Valle Scuropasso diventa giocoforza il primo nome da ricordare.
Proprio in questa Valle, nel 1850, approdarono infatti le prime barbatelle di pinot nero grazie alla collaborazione tra Carlo Gancia e il Conte Augusto Giorgi di Vistarino. Una collaborazione destinata pochi anni dopo, nel 1865, a dare vita al primo Metodo classico a base di pinot nero prodotto proprio nella tenuta della famiglia Giorgi di Vistarino, che ancora oggi si trova nel cuore della Valle Scuropasso e ha il suo punto di riferimento in Villa Fornace.
Con il tempo, questo indiscusso primato storico ha contribuito a consolidare il legame tra la Valle Scuropasso e il pinot nero, tanto che oggi i vigneti destinati a questo vitigno superano addirittura il 30% di quelli coltivati complessivamente nella MGA. A questo proposito, se facciamo riferimento alla tabella riportata qui sotto, possiamo inoltre notare come la Valle Scuropasso sia caratterizzata da una densità vitata di poco inferiore a quella della Valle Versa (42,6%), a testimonianza di come in generale la viticoltura sia una voce molto importante nell’economia di questa MGA.
Proseguendo il confronto con la Valle Versa, un altro punto che merita di essere sottolineato è la diversa distribuzione altimetrica dei vigneti. Pur vantando infatti un dislivello complessivo paragonabile, in Valle Scuropasso la conformazione più stretta della valle fa sì che il grosso dei vigneti si concentri tra i 100 e i 360 metri sul livello del mare.
Sempre in tema di distribuzione, la seconda figura qui sotto – sebbene si riferisca soltanto alle particelle catastali con una presenza di pinot nero superiore al 75% – rivela come i vigneti dedicati a questo vitigno si concentrino soprattutto nella parte centro-meridionale della Valle Scuropasso. Al contrario, se guardiamo ai vigneti nel loro insieme, e quindi senza distinzione di vitigno, i dati mostrano come la viticoltura si concentri nella parte centro-settentrionale della stessa MGA. Un dato quest’ultimo che conferma quanto già visto per la Valle Versa e che ritroveremo più avanti in Valle Coppa e in Valle Staffora.
Entrando invece nel dettaglio degli altri vitigni coltivati, da sottolineare è il consistente arretramento della croatina rispetto a quanto visto in Valle Versa, cosa che tuttavia non le impedisce di confermarsi il vitigno di gran lunga più coltivato nella fascia di “prima collina”* tra Canneto Pavese, Broni e Cigognola.
Sempre a proposito di “prima collina” – in giallo nella seconda mappa – la transizione geologica tra le Marne di Sant’Agata Fossili e la Formazione di Val Luretta, che ne marca il confine meridionale, segna anche l’inizio della zona che per tradizione, in Valle Scuropasso, è più legata al pinot nero e alla produzione di Metodo Classico. In particolare, la prima zona che si incontra è quella di Scorzoletta (in verde nella figura di pagina 27), con i vigneti di Bosco Casella da un lato e quelli di Scagno e Fitti dall’altro, dove il paesaggio ricorda sotto molti aspetti quello della Valle Versa e più precisamente della sua parte centrale.
Bastano tuttavia poche centinaia di metri perché quello stesso paesaggio inizi a cambiare in modo significativo, segnando così il passaggio alla parte centrale della MGA. Una maggiore presenza di boschi nella sua parte meridionale e una valle via via più stretta sono infatti i tratti distintivi della famosa zona di Lirio, un tempo comune a sé stante e oggi invece parte di Montalto Pavese, a cui si possono tranquillamente aggiungere anche i vigneti di Finigeto così come quelli del versante occidentale di Francia.
Proseguendo verso sud, l’inconfondibile crinale di Calcaprina e della cascina Stallera segna il confine con un’altra zona storica per il pinot nero, ossia Villa Fornace e i tanti poderi che ad essa fanno capo, come per esempio cascina Pernice. Dominata a ovest dall’inconfondibile crinale di Costa del Vento, del tutto privo di vigneti così come buona parte delle aree interessate dalle brecce argillose, questa zona ricade quasi per intero in comune di Rocca de’ Giorgi, fatta eccezione per Bosco della Chiesa, che rientra invece in comune di Montalto Pavese. Caratteristiche di quest’area, oltre alla maggiore presenza di bosco, sono le Marne di Monte Piano, sul lato sinistro della valle, e la Formazione di Antognola sul lato invece di Bellaria, San Michele e Cerchiara, mentre nella parte centrale prevale la Formazione di Val Luretta in una delle sue tante varianti.
Superato il Castello di Rocca de’ Giorgi e giunti all’inconfondibile colle boscoso di cascina San Silvestro, la valle torna infine ad aprirsi in una sorta di anfiteatro che si spinge fino ai piedi di Pometo, dove incontriamo i pochi vigneti della Valle Scuropasso che arrivano a superare i 450 metri sul livello del mare.
- Per “prima collina”si intende la fascia collinare che tra Casteggio e Stradella si affaccia sulla SR10 e quindi sulla Pianura Padana.
Per approfondire:
Oltrepo Pavese Classese
Oltrepo Pavese Classese: la Mappa

